mercoledì 4 aprile 2012

Settimana santa

Il mondo continua annaspante nella sua vana quotidianità ignorando l'importanza della settimana che stiamo attraversando.

Infatti, a diversa di Natale in cui si può vedere in giro un vago quanto superficiale cambiamento dei modi quotidiani, la settimana santa (che ricordiamo dovrebbe esser la settimana più importante dell'anno) è una come tante altre... ma non è in verità così!!

C'è il rinnovo dell'amore di Dio verso ciascuno di noi.. un Dio che non ha lesinato di farmi uomo, a lavare i piedi ai suoi discepoli, patire la flagellazione ed il martirio sulla croce come il peggior lestofante sulla terra solo per farci comprendere quanto ci vuole bene.

E noi? A malapena abbiamo coraggio a parlare di Lui, di considerarci forti e non bisognosi del suo amore quando senza di Lui siamo niente...

Buttiamo via il nostro orgoglio e riappropriamoci del Suo amore e troveremo finalmente ristoro all'anima nostra.

venerdì 30 marzo 2012

Aggiornamento 18

"Nessuno vuol dare alle imprese la licenza di licenziare». «Sull'articolo 18 - sottolinea il ministro - nessuno vuole dare alle imprese la licenza di licenziare. Il problema è di dare più facilità alle imprese nell'aggiustamento della mano d'opera per numeri piccoli per ragioni che hanno a che vedere con l'andamento economico dell'impresa. Non abbiamo mai voluto alzare una polemica sull'articolo 18 e abbiamo sempre guardato alla riforma nel suo insieme: lotta alla precarietà, ammortizzatori sociali, flessibilità in uscita»."

Praticamente sono 2 concetti simili detti però in 2 modi diversi...

Poi se non è precarietà il fatto di poter licenziare quando si vuole... che cosa è la precarietà??

Che ne sarà dei dipendenti di mezza età licenziati (a loro malgrado) senza più ammortizzatori sociali e mobilità??

Ricordo infatti a tal proposito che nel mio campo (informatica) le aziende già considerano "vecchi" persone di 40/50 anni.. figurarsi dopo la riforma che possa succedere..

venerdì 23 marzo 2012

Articolo 18

Seguo con profonda ed estrema attenzione l'evolversi dei frenetici e snervanti incontri tra l'attuale governo e le parti sociali per la riforma del mercato del lavoro.

Da profano mi son fatto però l'idea che la riforma che si sta cercando di mettere in atto, sarà altrettanto devastante quanto quella fatta una decina d'anni fa.

Se quella precedente aveva praticamente inaugurato il precariato nel mondo del lavoro, ora sembra che si vada direttamente verso la cancellazione dei posti di lavoro...

Non vedo infatti, ma spero proprio di sbagliarmi, un raggio di luce nel panorama lavorativo futuro visto che dopo averci allontanato la carota delle pensioni (beato chi c'arriverà) ora non vorrei sentire pure qualche bruciore da qualche parte.. visto che di fatto si danno le armi a qualsiasi azienda di mandare a casa la gente con facilità quando vogliono (volente o nolente, che abbiano ragione o meno).

A parziale difesa posso dire che una riforma andava attuata, ma non era questa la direzione secondo me a cui bisognava attingere ma andava improntata sulla riduzione delle tasse (che come al solito sono più facili da mettere e più complicate da togliere).

Purtroppo poi i dipendenti non sono una lobby potente come i taxisti.. quindi...

Che Dio ci protegga e ci salvi!!

giovedì 15 marzo 2012

Fast & furious

In questo periodo sono decisamente sovraccaricato di attività di vario genere e mi domandavo: è diventato un lusso potersi fermare un attimo a riflettere su che mondo viviamo e dove dobbiamo dirigerci.. o non ce lo possiamo permettere per quanto siamo oberati da cose da fare?

Già, perchè si parte dalla sveglia al mattino con l'affrettarsi ad uscire, divincolarsi nelle ormai consuete code di traffico per arrivare al più presto al lavoro, cercare di superare qualcuno nelle lunghe file ai sportelli della posta o del supermercato, mangiare a pranzo qualcosa di agevole e veloce a danno magari della salute, evitare accuratamente o scontrarsi con chi ci ostacola o ci rallenta il passo e così via fino alla sera quando esausti ci sdraiamo sul letto domandandoci che cosa abbiamo fatto in fin dei conti nella giornata...

Ecco, credo che sia arrivato il momento di rompere la catena, uscire dai schemi egoistici e puramente materiali per riappropriarci della nostra vita e fare cose per il prossimo che fermo ad un angolo sta aspettando pazientemente il nostro aiuto...

venerdì 9 marzo 2012

#iostoconriccardi

Mi ha sorpreso l'attuale polverone (l'ennesimo?) alzato su delle dichiarazioni estrapolate da una discussione privata...

Ma ancor più mi ha fatto ridere come certi personaggi, che soltanto qualche mese fa, non esitavano a dire pubblicamente che "..l'Italia è un paese di m..." e che appoggiavano un ministro della repubblica che non aspettava (ed ora ancor più) il momento per vituperare lo stato italiano si siano sentiti offesi per tale epitteto.

Mi immagino poi la rabbia, per loro notoriamente orgogliosi e superbi, che qualcuno non si rivolgesse a loro con un aspetto remissivo ed accondiscendente ma per quel che veramente è e non rappresenta..

Rabbia che si trasforma poi in sconcerto quando si apprende che la stragrande maggioranza degli italiani la pensa così, tanto che per evitare ulteriori figuracce (e perdita di consensi) hanno ripiegato sull'intezione di consegnare in parlamento la sfiducia.

giovedì 1 marzo 2012

Quaresima araba

Sarà un semplice caso, ma in questi giorni coincidono due importanti momenti.. l'inizio della quaresima e la prima ricorrenza della cosiddetta "primavera araba".

Cosa accomunano questi due periodi così diversi tra loro, popolazioni e culture così diverse?

Io credo fortemente che Dio abbia voluto dare un forte segnale ai suoi figli di speranza, di richiamo all'umiltà ma anche alla concordia tra gli uomini che è fortemente mancato e di cui ancora oggi ne paghiamo le conseguenze.

E' volgere lo sguardo verso le tante cose che ci accomunano piuttosto che le poche che ci dividono.. per capire finalmente che ognuno, con la propria storia e cultura è importante, anzi fondamentale per la vita globale.

Non lasciamo affievolire la speranza, i bisogni degli altri popoli.. altrimenti diverremo noi complici del sistema. Apriamo il nostro cuore al nostro prossimo e se ognuno, secondo le proprie possibilità e capacità, fa il proprio dovere cambieremo veramente il mondo!!

domenica 19 febbraio 2012

Tetto scoperchiato

Ieri ho avuto l'opportunità di trascorrere una giornata a dir poco emozionante e commovente come da un pò non mi succedeva. Infatti ho assistito alla messa (cosiddetta dei "bambini") della domenica mattina in cui oltre ai bambini dell'oratorio, genitori ed ai classici abituè, c'erano anche numerose famiglie rom con i loro figli mischiati tra gli altri della parrocchia. Come può essere?

A ben guardare, ciò non dovrebbe suscitare meraviglia (ma di questi tempi lo è purtroppo) ma è un piccolo segno (o miracolo per esser più sinceri) in un quartiere in cui solo poco meno di un anno fa, per un incredibile malinteso, non si era lesinato a scendere in piazza numerosi per protestare contro un'eventuale quanto fantomatica creazione di un campo rom nella zona (come scrissi in un mio vecchio post http://spuntocattolico.blogspot.com/2010/10/luomo-nero.html).

Che cosa è cambiato nel frattempo? Cosa ha determinato il cambiamento di mentalità? Bhè, credo che, come si è sottolineato nella liturgia di ieri, non abbiamo fatto nient'altro che scoperchiare il tetto della nostra indifferenza e presentare ai parrocchiani il "vero" volto del Signore e non quello che si sentiva al di fuori della casa. Abbiamo cioè coinvolto la parrocchia in attività (leggi i panini per i poveri) e sensibilizzato verso chi ha bisogno grazie anche all'opera mite, paziente e misericordiosa del parroco e dei suoi preziosi collaboratori.


Poi, per coronare il tutto, ecco giungere la liturgia di ieri, una messa "speciale" in cui si ricordava Modesta Valenti, una barbona che viveva nei pressi della stazione termini che nell'ormai lontano 1983, si sentì male. Venne chiamata un'ambulanza ma al loro arrivo, notando che era una barbona troppo sporca per esser portata via, restarono là incerti sul da fare fino a quando morì sul posto senza ulteriori aiuti.


Ecco, questa storia e il vangelo di ieri (Mc 2,1-12) ci fanno capire che non abbiamo alibi: ognuno di noi si deve, secondo le proprie forze, ingegnarsi per aiutare gli altri ad arrivare al Signore. Di ciò il Signore ne terrà sicuramente conto...