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venerdì 12 agosto 2011

Crisi ed ipoCRISIe

E' evidente ormai a tutti come la crisi abbia messo in risalto che il sistema economico così concepito non può più decollare. Già, perchè ora son venute a galla tutte le peggiori nefandezze: tenere ritmi produttivi non sostenibili, gli investitori che ormai sono speculatori, agenzie di rating che decidono il futuro di intere nazione, le lobby che nel tempo si sono presi privilegi oltre misura, ecc.

E la conseguenza altrettanto ovvia per uscire da tale crisi è "massacrare" il popolo e non semmai i responsabili (se fossero identificabili) di tali speculazioni cioè quelli che dietro alle crisi ci guadagnano...

Io non capisco molto di economia e finanza ma mi pare alquanto palesiano il fatto che bisogna dare una svolta epocale, o meglio una ristrutturazione totale, al sistema economico in modo da non esser soggetto a speculazioni per colpa di un mal di pancia del primo ministro...

Bisogna ripartire con serietà e responsabilità a fare un'economia con dignità e rispetto di tutti, coinvolgendo (anzi aiutando alla crescita) i paesi più poveri come ha brillantemente indicato BXVI nella sua enciclica.

Sarò utopista ma la soluzione definitiva (se non si vuole girare la testa dall'altra parte come finora) è in altre parole speculare meno sui più deboli della catena ed allo stesso tempo fare progetti seri, profondi e sostenibili a lungo termine. Non più quindi promesse e previsioni ma piuttosto tappe fattibili e da rispettare rigorosamente.

Solo così possiamo consegnare un futuro migliore ai nostri giovani... glielo dobbiamo!!

martedì 25 maggio 2010

Sacrifici per altri sacrifici

Dopo un periodo tragico, in cui tutta l'Italia e non solo, ha subìto passivamente sulla propria pelle le pazze speculazioni di pochi, che hanno prodotto innumerevoli danni all'economia e all'occupazione, bruciato in poco tempo dieci anni di guadagni nazionali.. dopo che ci rassicuravano che la crisi era alle spalle e che la situazione della Grecia era un caso particolare... ora che le persone hanno l'incubo del domani, tirano fuori la ormai corrosa storiella dei sacrifici da fare... stringere ulteriormente la cinghia.. tagli strutturali a questo e quello.. o meglio... ai soliti noti.

Si, perchè oltre alle solite litanie, non c'è un vero e proprio intento di cambiare le regole... ora che sarebbe stato il momento più adatto per farlo!! Mettere, come dice il Papa, al centro l'uomo e non l'economia: in cui pensare lo stato come una famiglia in cui riconoscersi e non un'asettica azienda (di pochi), creare business non speculando sui più deboli ma sulla loro crescita, aprire e rompere le lobby che tappano le ali alla maggior parte della popolazione.. insomma un nuovo modo di fare economia che è l'unica via per uscire da questo groviglio senza uscita.