
venerdì 19 novembre 2010
Città per la vita

mercoledì 17 novembre 2010
Avanti il prossimo
In un primo momento ero un pò timoroso e dubbioso ma subito dopo ho trovato un vero e proprio patrimonio che spero di accumulare e riuscire a diffondere anche agli altri, perchè ho una gioia talmente grande nel cuore che non può esser tenuta per se.
Infatti ho avuto modo di scoprire la differenza tra buonismo/assistenzialismo e amore verso il prossimo, ho capito che nessuno è così povero da non poter donare qualcosa ad un altro, ho conosciuto il dono verso il prossimo senza secondi fini, l'ingenuità e la semplicità degli amici, gli effetti benefici delle preghiere comunitarie, sentirsi realizzati con se stessi, riuscire nel proprio piccolo a migliorare il mondo, diffondere iniziative (una delle quali descriverò domani nda) interessanti che sollevano le vere emergenze del mondo, che solamente donando si riceve, ecc.
Insomma ora, il tempo sembra mancare, i miei limiti sembrano invalicabili ma è come se avessi una nuova, grande e premurosa famiglia unita nel Signore che niente mi fa mancare ma anzi riesce ogni giorno a stupirmi e a darmi l'opportunità per migliorarmi nella mia umile vita.
E voi avete trovato il canale giusto per potervi sentire veramente realizzati o ne siete alla ricerca?
venerdì 12 novembre 2010
(Dis)ordine dei giornalisti
Quel che mi ha lasciato più sconcertato è stata la replica di Feltri che invece di riconoscere i propri errori, come d'altra parte aveva pubblicamente riconosciuto in un suo tardivo articolo sul Giornale, con la solita aria di chi si sente al di sopra di tutto e tutti, ha criticato la decisione dicendo che lui è il solo giornalista che esprime con libertà le proprie opinioni e che, come è ormai prassi, è solo una vittima... punito per aver pubblicato il dossier su Fini.
Ora allargando il discorso, vorrei invece che qualcuno mi saprebbe spiegare un dubbio che mi porto avanti da parecchio tempo a tal riguardo: quanta fiducia e libertà si può avere nei giornalisti se essi appartengono a delle testate spacciatamente parte di una corrente politica o dell'altra? Non sono anch'esse lobby che tutelano una parte e spargono fango sull'avversa? In questi casi non vengono lo stesso alterati i fatti in modo da far piacere alla propria fazione?
mercoledì 10 novembre 2010
Scienza e fede
La scienza ci rivela la fede mentre la fede ci spiega il fine della scienza... ecco, per apprendere al massimo i benefici di entrambi bisogna, sempre secondo me, saper coniugare scienza e fede nello stesso senso, saper fare scienza con gli occhi della fede.
E quale è la vostra personale versione?
giovedì 4 novembre 2010
Cos'è l'amore...
venerdì 29 ottobre 2010
Serio o scherzetto?
Una società che invece di festeggiare i Santi preferisce simpatizzare con distorti modelli negativi come streghe & co. ma anche, allargando il discorso, preferisce allargare amicizie con Facebook fino ai confini della terra per poi scagliarsi contro gli immigrati nel nostro paese, i nostri giovani passano il proprio tempo divertendosi sul computer ad uccidere il nemico per poi chiedersi da dove provenga la loro attitudine violenta oppure davanti al grande fratello per domandarsi perchè siano così superficiali nella propria vita, la società, nelle sue pratiche modalità, ci porta inoltre a togliere tempo per la famiglia se non a distruggerne gli stessi fondamenti per poi chiedersi perchè i giovani non hanno rispetto per nessuno...
Serio o scherzetto? A voi la parola...
lunedì 25 ottobre 2010
La vera umanità
"Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere anche oggi) di essere vittima del
terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in
Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si
ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo Paese... Che essi
accettassero che l'unico Padrone di ogni vita non potrebbe essere estraneo a
questa dipartita brutale. Che pregassero per me: come potrei essere trovato
degno di tale offerta? Che sapessero associare questa morte a tante altre
ugualmente violente, lasciate nell'indifferenza dell'anonimato. La mia vita non
ha più valore di un'altra. Non ne ha neanche meno. In ogni caso, non ha
l'innocenza dell'infanzia. Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male
che sembra, ahimé, prevalere nel mondo, e anche di quello che potrebbe colpirmi
alla cieca. Venuto il momento, vorrei avere quell'attimo di lucidità che mi
permettesse di sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei fratelli in
umanità, e nel tempo stesso di perdonare con tutto il cuore chi mi avesse
colpito. Non potrei auspicare una tale morte. Mi sembra importante dichiararlo.
Non vedo, infatti, come potrei rallegrarmi del fatto che un popolo che amo sia
indistintamente accusato del mio assassinio. Sarebbe un prezzo troppo caro per
quella che, forse, chiameranno "grazia del martirio", il doverla a un algerino,
chiunque egli sia, soprattutto se dice di agire in fedeltà a ciò che crede
essere l'islam. Conosco il disprezzo con il quale si è giunti a circondare gli
algerini globalmente presi. Conosco anche la caricatura dell'islam che un certo
islamismo incoraggia. E' troppo facile mettersi a posto la coscienza
identificando questa via religiosa con l’integralismo dei suoi estremisti.
L'Algeria e l'islam, per me, sono un'altra cosa: sono un corpo e un'anima. L'ho
proclamato abbastanza, credo, in base a quanto ne ho concretamente ricevuto,
ritrovandovi così spesso il filo conduttore del Vangelo, imparato sulle
ginocchia di mia madre, la mia primissima Chiesa, proprio in Algeria e, già
allora, nel rispetto dei credenti musulmani. Evidentemente, la mia morte
sembrerà dar ragione a quelli che mi hanno frettolosamente trattato da ingenuo o
idealista: "Dica adesso quel che ne pensa!". Ma costoro devono sapere che sarà
finalmente soddisfatta la mia più lancinante curiosità. Ecco che potrò, se piace
a Dio, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con lui i
suoi figli dell'islam come lui li vede, totalmente illuminati dalla gloria di
Cristo, frutto della sua passione, investiti dal dono dello Spirito, la cui
gioia segreta sarà sempre lo stabilire la comunione e il ristabilire la
somiglianza, giocando con le differenze. Di questa vita perduta, totalmente mia,
e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera
per quella gioia, attraverso e malgrado tutto. In questo grazie in cui tutto è
detto, ormai, della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di oggi, e
voi, amici di qui, accanto a mia madre e a mio padre, alle mie sorelle e ai miei
fratelli, e al centuplo, accordato come promesso! E anche a te, amico
dell'ultimo minuto, che non sapevi quel che facevi. Sì, anche per te voglio dire
questo grazie e questo “ad-Dio” con te. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni
beati in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due. Amen! Inch
Allah!!"