giovedì 14 luglio 2011

La dolce(?) morte

Vorrei soffermare l'attenzione quest'oggi sulla legge in discussione ora al Senato riguardante i cosiddetti DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento).
Ponendo da parte qualsiasi moralismo fine a se stesso, ritengo che anche se va data una certa regolamentazione, ciò non possa esser completamente delegata ad una fredda legge ma bensì al comune buonsenso che è stato utilizzato finora.

Si può oggettivamente affermare infatti che nessuno, qualunque opinione abbia in proposito, possa dichiarare preventivamente come voglia esser trattato in particolari situazioni critiche perchè una cosa è agire in modo razionale, l'altra trovarsi di persona in una condizione così disagevole...

E' un argomento molto serio, profondo che riguarda il fine stesso della propria esistenza e quindi va fatta, anzi spiegato nei minimi dettagli, i pro ed i contro, senza filtri ideologici e lobbystici.

Per quanto riguarda la mia personale opinione, lo Stato, ideato e strutturato per custodire la vita della propria popolazione, non può proporre (o meglio sostenere) il suicidio di un proprio cittadino. Ancor più se perpetrato nell'orrendo ed indegno modo in cui è stato fatto nel caso di Eluana dove nella pratica si è procurato la morte tramite inedia.

Concludo con una similitudine che condensa il mio pensiero: se vostro figlio, per qualunque motivo più o meno grave, vi dice che si vuole suicidare e quindi si posiziona sul bordo del ponte, che fareste? Rispettereste la sua volontà o cercate di salvarlo?

A voi la risposta...

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